Il salmone d'allevamento Norvegese

Salmone d'allevamento norvegese

Il Salmone d'allevamento norvegese è un alimento sano e controllato. Facciamo chiarezza sulle sue proprietà nutrizionali e sui metodi d'allevamento.

Quante volte ci si chiede “è vero che il salmone fa bene se mangiato in gravidanza?” oppure “è vero che nel salmone d’allevamento possono essere presenti sostanze inquinanti?”

I dibattiti su queste tematiche sono numerosi, ma capita troppo spesso che si riportino informazioni confuse o poco veritiere.

Ecco tutte le informazioni corrette sul salmone d’allevamento norvegese.

Sugli inquinanti

Il Comitato Scientifico Norvegese per la Sicurezza Alimentare (VKM) nel suo rapporto del dicembre 2014 conferma che i benefici sulla salute umana relativi al consumo di pesce superano di gran lunga i potenziali rischi derivanti dalla eventuale presenza di sostanze inquinanti o altri contaminanti contenuti nel pesce.

Il salmone è inoltre in una posizione unica poiché si nutre di mangime controllato rigidamente. Uno studio condotto dall’Istituto Norvegese di Ricerca su Nutrizione e Prodotti Ittici (NIFES) dimostra che i contaminanti nel salmone sono ben al di sotto dei limiti stabiliti sia dalla Norvegia che dall'UE.

In Norvegia, il NIFES monitora le tossine ambientali e altre sostanze indesiderate nei mangimi del pesce e di tutti i prodotti ittici. Ad oggi, non ci sono dati a supporto di eventuali effetti sugli esseri umani in relazione all'utilizzo di etossichina nel mangime. Il salmone d'allevamento è attestato come un pesce sicuro e sano da mangiare.

Non esiste alcun limite massimo (MRL) per l’etossichina nel pesce, tuttavia, è stato fissato un limite per dose giornaliera accettabile (ADI). Le analisi sul salmone d'allevamento dimostrano che una porzione abbondante di salmone (300 grammi) contribuisce all’assunzione di al massimo il 15% della dose giornaliera accettabile.

Un esame sui rischi-benefici del consumo di prodotti ittici da parte del Comitato Scientifico Norvegese per la Sicurezza Alimentare (VKM) ha concluso che il pesce d'allevamento è un alimento sano e può essere mangiato tranquillamente da tutti, tutti i giorni della settimana.

In gravidanza

È stato dimostrato che il consumo di pesce da parte della madre durante la gravidanza e l’allattamento contribuisce ad uno sviluppo positivo del sistema nervoso degli embrioni e dei bambini, grazie all’apporto di importanti acidi grassi come gli Omega 3. Per questo motivo, il consumo di pesce è consigliato per le donne incinte come parte di una dieta equilibrata per assicurare il benessere di madre e figlio.

Nell’ultimo rapporto del 2014, il Comitato Scientifico Norvegese per la Sicurezza Alimentare (VKM) ha affermato che generalmente le donne incinte non coprono il fabbisogno di Omega 3 di origine marina.

I benefici del consumo di salmone e di altri tipi di pesce d’allevamento superano di gran lunga i trascurabili rischi rappresentati dagli attuali livelli di inquinamento nel pesce.

Il mangime dei pesci

Il mangime dato ai salmoni d’allevamento è sottoposto a rigorosi controlli e ricerche scientifiche condotte dall’Istituto Norvegese di Ricerca su Nutrizione e Prodotti Ittici (NIFES) hanno dimostrato che il livello di inquinanti presente nel salmone d’allevamento è ben al di sotto del limite stabilito sia dall’Unione Europea che dall’Autorità Norvegese ed inferiore rispetto ai livelli riscontrati nel pesce selvatico.

Il benessere del pesce

L’Industria Ittica Norvegese è fortemente orientata al benessere del pesce. Il salmone rappresenta solo una minima parte del volume totale di ciascuna rete in un allevamento; la normativa prevede infatti che la singola rete debba contenere almeno il 97,5% di acqua e al massimo il 2,5% di pesce, per consentire al salmone le migliori condizioni di crescita e benessere. L’Autorità Norvegese supervisiona l’industria durante le sue attività. I report della Direzione Norvegese per la Pesca affermano che 9 allevamenti su 10 mostrano uno stato ambientale buono o ottimale.

Il pidocchio di mare

L’industria dell’acquacoltura ha aumentato l’uso di metodi non chimici di rimozione dei pidocchi di mare dal salmone. L’uso di composti chimici è stato ridotto del 40% dal 2015 al 2016. I metodi alternativi, come l’utilizzo del lompo, le reti anti-pidocchio e l’utilizzo di acqua tiepida, sono cresciuti del 500% lo scorso anno.