La favola dal Mare di Barents

Aspettando lo Skrei

Caro diario,

L’inverno in Norvegia del Nord è pieno di contrasti. Da un lato, spettacolare e incantevole con le sue aurore boreali dalle luci rosa, verdi e viola che danzano nei cieli. Dall’altro, terribile e drammatico con onde nere dagli orli bianchi e schiumosi che si abbattono sulla costa. La notte polare è al tempo stesso tetra e buia, colorata e giocosa.

Per quelli di noi che vivono qui al Nord, gennaio rappresenta anche un momento di attesa: attendiamo che i giorni diventino man mano più chiari. Festeggiamo il "Giorno del sole" – il giorno in cui finalmente il sole torna a far capolino sopra l’orizzonte. E attendiamo la grande favola dal Mare di Barents. Lo Skrei.

A gennaio, il re dei merluzzi – lo Skrei – inizia la sua migrazione dal Mare di Barents. Verso la fine del mese, lo Skrei raggiunge la costa della Norvegia. Tuttavia, non si tratta di una scienza esatta, e in alcuni anni bisogna avere un po’ più di pazienza prima di poter pescare i primi Skrei.

A volte anche se lo Skrei è arrivato, i pescatori devono attendere ancora prima di poterlo pescare. Le tempeste invernali possono essere così impetuose che uscire in mare sarebbe da incoscienti. È facile lasciarsi ingannare se ci si basa soltanto sul meteo a terra. Ecco perché le previsioni del tempo sono sempre un buon “amico” per tutti i pescatori.

Oggi è uno di quei giorni. Il tempo sembra sereno a terra, ma con una velocità del vento di oltre 20 metri al secondo, le navi non salpano. Dopo un paio d’ore sul molo, il pescatore Trond Ludvigsen non può che constatare che oggi, ancora una volta, non è giornata per la pesca. E con ciò chiude a chiave la barca, ripone le reti e si avvia nuovamente verso casa.

Domani ci attende un nuovo giorno.

Domani forse arriverà lo Skrei.

E forse gli dei del cielo e del tempo si placheranno.